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Alla scoperta del Monumento a Cola di Rienzo, un personaggio “quasi” dimenticato, nel cuore di Roma.

Passeggiando per Roma, salendo la scalinata che porta alla cima del Campidoglio, sulla sinistra, incontriamo un pezzetto di storia disseminato in tanti angoli di una qualsiasi passeggiata per Roma. Monumenti e frammenti di storia che spesso, troppo spesso, passano davanti agli occhi dei più senza ricevere la giusta attenzione. Uno di questi “pezzi” della storia della città è il Monumento a Cola di Rienzo.

Un monumento, mille storie: la genesi di un simbolo

Il Monumento a Cola di Rienzo, realizzato dallo scultore Girolamo Masini, fu inaugurato nel 1887, in un’epoca di fervente patriottismo e riscoperta delle radici storiche italiane. La statua in bronzo, che raffigura Cola di Rienzo in atteggiamento fiero e oratorio, poggia su un basamento in laterizio rivestito di marmo, opera dell’architetto Francesco Azzurri. La sua collocazione, tra la scalinata dell’Aracoeli e la Cordonata capitolina, non è casuale: simboleggia il legame tra il tribuno e il cuore del potere romano.

L’accoglienza iniziale del monumento fu piuttosto tiepida, forse a causa della figura complessa di Cola di Rienzo, che divideva l’opinione pubblica. Tuttavia, nel corso del tempo, il monumento è diventato un simbolo della storia romana e un punto di riferimento per chi desidera approfondire la conoscenza di questo personaggio.

Chi era Cola di Rienzo

Nato nel 1313, in un periodo di profonda crisi per Roma, Cola di Rienzo era un uomo di umili origini, ma dotato di grande carisma e ambizione. La sua eloquenza e la sua conoscenza della storia romana gli permisero di conquistare il favore del popolo e di farsi eleggere tribuno nel 1347. Il suo sogno era quello di riportare Roma all’antico splendore, restaurando la Repubblica e liberandola dal potere dei nobili e della Chiesa. Tuttavia, il suo governo fu segnato da eccessi e contraddizioni e, ben presto, Cola di Rienzo perse l’appoggio del popolo e fu costretto alla fuga. Dopo un periodo di esilio, tornò a Roma nel 1354, ma fu ucciso in una rivolta popolare. Nonostante la sua tragica fine, la sua figura è rimasta viva nella memoria dei romani come simbolo di un’epoca di cambiamento e di speranza.

I luoghi legati a Cola di Rienzo

Oltre al monumento sul Campidoglio, Roma conserva altre testimonianze della vita e delle gesta di Cola di Rienzo. La sua casa natale, situata nel rione Regola, è ancora visibile, così come la chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, dove Cola di Rienzo tenne alcuni dei suoi discorsi più famosi. Il Palazzo Senatorio sul Campidoglio, sede del governo romano, fu il teatro delle sue ardenti orazioni e delle sue iniziative politiche, e la Basilica di San Giovanni in Laterano, dove fu sepolto.

Altri riferimenti a Cola di Rienzo in città

Cola di Rienzo è ricordato anche in altre parti di Roma. Ad esempio, c’è una via a lui intitolata, Via Cola di Rienzo, una delle principali arterie della città. Inoltre, il suo nome è presente in numerose opere letterarie e storiche, che ne celebrano il coraggio e la determinazione

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